Sperimentare nuove forme di welfare leggero, garantire alle persone a forte rischio di emarginazione sociale di usufruire gratuitamente di alcuni servizi che miglioreranno la qualità della loro vita e ridisegnare la funzione dei centri sportivi. Questi sono gli obiettivi generali del progetto “Sport e Salute: Benessere Per Tutti!”, promosso da OPES e cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ai sensi dell’art. 72 del Codice del Terzo Settore, di cui al D. Lgs 117/2017 – annualità 2018.

Presentato mercoledì 4 dicembre all’interno della Sala Tevere della Regione Lazio, “Sport e Salute: Benessere Per Tutti!”, a partire dal prossimo mese di gennaio, trasformerà i centri sportivi di 24 città e della provincia autonoma di Bolzano in autentici nodi di quartiere, dove 480 over 65, 480 NEET, 1.440 bambini tra i 5 e i 10 anni e 240 tra neomamme e neogenitori potranno accedere a 96 nuovi servizi inclusivi che spaziano dalle attività fisiche e ludico-motorie sino a quelle più socializzanti e al supporto psicologico e motivazionale. Il modello presentato da OPES, inoltre, metterà a disposizione delle 2.640 persone coinvolte ben 72 professionisti e 144 volontari (diplomati in Scienze dell’educazione, Educazione motoria, Psicologia ed altre discipline, tecnici federali ed esperti di dinamiche di gruppo).

«Lo sport diventa una leva sociale e di prevenzione e, al tempo stesso, aumenta il rating sociale di OPES – ha dichiarato il Presidente nazionale di OPES Marco Perissa ai margini della conferenza di presentazione -. La cosa importante che ci piace specificare è che lo aumenta non su un presupposto teorico scientifico, ma su un presupposto tecnico-pratico supportato da un Comitato Tecnico Scientifico. Al di là di mille parole, noi apriamo i centri sportivi a quelle persone che oggi non possono frequentarli. Per questo, non migliora solo il rating sociale ma anche l’impatto sociale del nostro operato sui territori che ci ospitano. Attraverso lo spontaneismo e l’emulazione, speriamo che i centri sportivi coinvolti in questo progetto possano stimolare altre realtà vicine ed, insieme, costruire delle vere e proprie reti di supporto solidale nei confronti dei target socialmente a rischio».

Un applauso all’iniziativa di OPES è arrivato anche da Roberto Tavani e Pasquale Ciacciarelli.

«È un progetto di estremo interesse per la Regione Lazio – ha ribadito Roberto Tavani, advisor sulle politiche dello sport del Presidente della Regione Lazio -. Per questo, mi sento di fare i complimenti ad OPES perché ha un obiettivo ambizioso: ridefinire la funzione sociale dei centri sportivi. Come Regione Lazio non può che trovarci entusiasti, perché anche noi stiamo lavorando per quello che chiamiamo sport di cittadinanza, ovvero lo sport che aiuta i cittadini ad affermare i propri diritti. Le finalità del progetto presentato quest’oggi rientrano tra gli obiettivi del governo della Regione Lazio».

«È limitativo chiamare OPES soltanto Ente di Promozione Sportiva, – ha aggiunto Pasquale Ciacciarelli, consigliere regionale e Presidente della Commissione – perché questa organizzazione ha dimostrato negli anni di aver grande appeal nel sociale, nell’inclusione e nell’integrazione, realizzando una serie di progetti anche in quelle province del Lazio dove non ci sono grandi opportunità. Io penso che OPES, oggi, abbia fatto emergere un dettaglio molto importante: l’inserimento del rating sociale per le organizzazioni che partecipano ai bandi di assegnazione della gestione degli impianti sportivi. Se da una parte bisogna valutare gli aspetti finanziari, dall’altra è opportuno considerare anche il ritorno in termini non economici fornito o generato da quella Associazione».

Un progetto di portata nazionale come “Sport e Salute: Benessere Per Tutti!” ha anche un suo ambasciatore, un portavoce d’eccezione come il pugile Emanuele Blandamura.

«Lo sport – ha concluso il boxeur – è un diritto per tutti. “Sport e Salute: Benessere Per Tutti!” è il nome adatto per questa iniziativa. Nel mio caso lo sport ha cambiato in meglio la mia vita ed oggi sono l’uomo che rappresenta questo progetto. La mia responsabilità in questi casi è nei confronti di me stesso: essendo un rappresentante dello sport, un volto del pugilato, ho il dovere di portare avanti un progetto simile».

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