Si è tenuto nella mattinata di oggi 18 dicembre il primo dei molti appuntamenti formativi previsti dal nuovo progetto di OPES “Sport e Salute: Benessere per Tutti!”, incontri che hanno lo scopo di formare i volontari e i professionisti che saranno coinvolti dall’iniziativa.
In una location d’eccezione, come la Sala Presidenti del CONI, il fighter Alessio Sakara ha messo la sua preziosa esperienza e il suo sapere al servizio dei futuri tecnici (laureati in scienze motorie, scienze dell’educazione, psicologia ed esperti di dinamiche di gruppo) che presto inizieranno a lavorare per aiutare quelle persone a forte rischio emarginazione sociale, così come previsto dal progetto.

“Sport e Salute: Benessere per Tutti”, cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mira infatti a costruire nelle periferie dei grandi centri urbani, nelle cittadine e negli aggregati abitativi che tendono a connotarsi come luoghi ad elevata concentrazione di marginalità ed esclusione, nuovi servizi di welfare leggero. Questi servizi, erogati a titolo gratuito, sono destinati a persone anziane, a giovani NEET (giovani che non studiano e non lavorano), neogenitori in difficoltà e bambini dai 5 ai 10 anni. Sono queste, infatti, categorie di persone vulnerabili e considerate più a rischio, sia dal punto di vista reddituale che occupazionale.

Nel Corso per Tecnici di questa mattina, che ha avuto come argomento principe la motivazione e l’operatività, il nostro Legionario ha raccontato la sua storia e ha parlato ai presenti dell’importanza di avere degli obiettivi ben definiti e di quanto il sacrificio, la perseveranza e la passione siano fondamentali per arrivare al loro raggiungimento.
Con Alessio Sakara, che da qualche mese ha ottenuto il ruolo di responsabile del settore MMA di OPES, salgono a due i lottatori coinvolti in prima persona dal progetto. “Sport e Salute: Benessere per Tutti!” vanta infatti già un ambasciatore d’eccezione: il pugile Emanuele Blandamura. Il “Sioux” della boxe italiana ha deciso di sposare questa nobile iniziativa e se ne definisce il portavoce. “È un progetto che mi sta a cuore , soprattutto perché, stando accanto a dei giovani, comprendo la necessità di praticare uno sport da parte di chi sta attraversando momenti difficili o ha vissuto esperienze forti e dolorose”: ha dichiarato in una recente intervista.
Sakara e Blandamura sono due personaggi che possono ben rappresentare il progetto perché, meglio di qualunque altro sportivo, sanno cosa vuol dire combattere e, almeno una volta nella loro carriera, hanno provato la sensazione di vivere ai margini.

 

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